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Info Turistiche

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Itinerari di visita

Il sisma del 2009 ha reso inagibili molti palazzi e chiese dell’Aquila e dell’Aquilano, in minima parte restaurati negli anni successivi. Si suggeriscono pertanto dei percorsi di visita limitati alle emergenze effettivamente fruibili. Si precisa che le chiese sono visitabili in orario di messa o su richiesta al parroco o al comune di appartenenza. L’indicazione cronologica è relativa alla fondazione, che determina l’impianto dell’edificio e gli apparati decorativi più antichi; sono tuttavia leggibili fasi architettoniche e decorative successive dettate dalla necessità di ripristino a seguito di danni sismici e da velleità di aggiornamento.

L’Aquila

Fondata nella prima metà del Duecento dagli abitanti dei castelli del contado in funzione antibaronale, la particolare genesi della città è rispecchiata nella sua ripartizione in locali corrispondenti ai castelli fuori le mura, ciascuno provvisto di una piazza con una chiesa e una fontana. La città appare ancora oggi costellata di numerose chiese, dalla tipica facciata a coronamento orizzontale testimonianza della loro costruzione medievale, per lo più rivisitate a seguito degli eventi sismici che l’hanno periodicamente colpita. L’aspetto attuale degli interni è da ricondurre al ripristino successivo al terremoto del 1703.
Cosa vedere:
Chiesa del Crocifisso, costruita nel 1607 da Baltasar de Zuniga, cappellano spagnolo, e ornata di affreschi seicenteschi. Addossata a un torrione dell’antica cinta muraria, nel corso del Seicento divenne luogo delle esecuzioni capitali.
Basilica di San Bernardino, dedicata al Santo, morto all’Aquila nel 1444. La costruzione iniziò nel 1454, a quattro anni dalla sua canonizzazione; nel 1472 vi fu traslato il corpo, fino allora custodito nella chiesa di San Francesco. Il recente restauro ha riportato alla luce l’originale colore azzurro del soffitto, realizzato da Ferdinando Mosca e dipinto da Girolamo Cenatiempo dopo il terremoto del 1703.
Basilica di Santa Maria di Collemaggio
La basilica di Santa Maria di Collemaggio è un edificio religioso dell’Aquila, sito appena fuori la cinta muraria, sull’omonimo colle.
Fondata nel 1288 per volere di Pietro da Morrone — qui incoronato papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294 — è considerata la massima espressione dell’architettura abruzzese, oltre che il simbolo della città ed è stata dichiarata monumento nazionale nel 1902. Dal 1327 ospita le spoglie del pontefice, attualmente conservate all’interno del mausoleo di Celestino V, realizzato nel 1517 ad opera di Girolamo da Vicenza, maestro di Andrea Palladio.
È sede di un giubileo annuale, il primo della storia, istituito con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294 e noto con il nome di Perdonanza Celestiniana; pertanto, è caratterizzata dalla presenza di una Porta Santa sulla facciata laterale.
La chiesa, che vanta il titolo di basilica minore insieme alle concittadine San Bernardino e San Giuseppe Artigiano, è stata rimaneggiata più volte nel corso dei secoli soprattutto a causa dei danni causati dai frequenti terremoti e presenta una commistione di diversi stili architettonici. In seguito al sisma del 2009, è stata sottoposta a lavori di consolidamento e restauro che si sono conclusi nel 2017.
MUNDA - Museo nazionale d’Abruzzo
http://www.musei.abruzzo.beniculturali.it/musei?mid=63
https://www.facebook.com/MundaMuseoAQ/
Il Museo che visse due volte
Il catastrofico sisma del 6 aprile 2009 ha determinato la chiusura del Museo Nazionale d’Abruzzo, che era stato fino ad allora il principale della regione, per importanza storica e architettonica del contenitore – la fortezza spagnola dell’Aquila, uno degli esempi più grandiosi e meglio conservati di architettura militare cinquecentesca –, per ampiezza di superficie espositiva e numero di visitatori, per consistenza e pregio del patrimonio esposto, che documentava storia e preistoria del territorio regionale, dagli inizi dell’era quaternaria a tutto il Novecento. La sede storica, gravemente danneggiata dal terremoto, è tutt’ora oggetto di un complesso intervento di restauro. La nuova vita del Museo ha avuto inizio il 19 dicembre 2015, con la riapertura nel complesso architettonico dell’ex mattatoio comunale dell’Aquila, sito in Borgo Rivera, di fronte alla celebre Fontana delle Novantanove Cannelle.
I tesori del MuNDA
La sezione archeologica (sala A), è costituita da reperti provenienti da Amiternum, Aveia e Peltuinum, importanti centri italici e romani della conca aquilana
Il Medioevo abruzzese (sala B) è documentato da un’eccezionale collezione di Madonne, che per ricchezza e qualità artistica ha ben pochi confronti in campo nazionale e internazionale;
Il Quattrocento (sala C) si apre con smaglianti pitture su fondo d’oro zecchino: tra esse il Trittico di Beffi (1410-1415), attribuito al teramano Leonardo di Sabino.
Tra i dipinti di soggetto e committenza francescana (sala D) spicca il polittico raffigurante San Giovanni da Capestrano e storie della sua vita, opera di un ignoto maestro dalla complessa cultura, cui si attribuisce anche il dipinto raffigurante San Francesco riceve le stimmate.
Nel Cinquecento (sala E) emerge l’originalissima personalità di Saturnino Gatti, recentemente rinosciuto tra le figure di primo piano del Rinascimento italiano.
Concludono la rassegna le tele di importanti maestri del Seicento napoletano (sala F): Mattia Preti, Bernardo Cavallino, Jusepe de Ribera, Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione.
(Puoi leggere il testo intero sul sito web del Museo).
Chiesa di San Giuseppe Artigiano. La chiesa, originariamente intitolata a San Biagio di Amiterno, è stata fondata nel secolo XIII dagli abitanti del castello di San Vittorino. L’aspetto attuale è il risultato del ripristino successivo al terremoto del 1703. I recenti lavori di restauro hanno portato alla luce affreschi trecenteschi. Un rilievo in pietra raffigurante la Pietà databile alla seconda metà del Quattrocento e una cappella decorata in stucco risalente al Seicento sono tracce dell’aspetto del sacro edificio nelle epoche passate. Adiacente alla chiesa è l’Oratorio dei Minimi, di forma ellittica, in stile barocco con stucchi dorati; sede della Confraternita dal Suffragio dal 1646 fino al 1703, nel 1770 fu ceduto alla confraternita di San Giuseppe dei Minimi.
Fontana delle 99 cannelle. Edificata nel 1272 su progetto di Tancredi da Pentima, in origine aveva il solo prospetto est con una quindicina di cannelle ornate con mascheroni in pietra bianca raffiguranti animali e volti umani alternati a formelle scolpite in pietra rossa con rosette al centro. Gli altri due prospetti furono realizzati nel corso del XVI secolo. Nel 1871 furono aggiunte 6 cannelle per raggiungere il leggendario numero 99, che evoca i castelli fondatori della città.
Chiesa e convento di San Giuliano. Il convento, fondato nel 1415, fu il primo dell’Osservanza in Abruzzo. Accolse Santi come San Bernardino, San Giacomo della Marca, San Giovanni da Capestrano. Il primo nucleo, il cosiddetto “conventino”, è stato inglobato nell’attuale costruzione. Il chiostro mostra nelle lunette la storia di San Giovanni da Capestrano, in chiesa spiccano l’altare maggiore settecentesco e l’armadio reliquario che custodisce l’urna del beato Vincenzo raffigurato in un dipinto su tavola di Saturnino Gatti.
Santuario della Madonna Fore, sita nel bosco di San Giuliano, ad aula unica dall’impianto medievale, ha subito trasformazioni nel corso dei secoli fino alla sistemazione settecentesca che è giunta fino a noi.

L’ALTOPIANO DI NAVELLI E VALLE DEL TIRINO

Caporciano

Antico borgo fortificato la cui cinta muraria e le cui torri sono inglobate nella porzione absidale e nel campanile della chiesa di madre di San Benedetto Abate e negli edifici abitativi. Cosa vedere: Distante dal paese, sull’antica via tratturale (oggi oggi Statale 17), si incontra la cinquecentesca chiesa di Santa Maria di Centurelle, la cui natura di luogo di sosta, di ricovero e di preghiera per i pastori è reso evidente dalla presenza delle caratteristiche “quadrotte” (finestre che rendevano possibile assistere alle funzioni liturgiche dall’esterno) e del portico voltato, che offriva riparo a greggi e pastori. San Pietro ad Oratorium. La chiesa, fondata nell’VIII secolo dal re longobardo Desiderio e divenuta possesso dei monaci benedettini di San Vincenzo al Volturno, venne ricostruita nel XII secolo e arricchita degli affreschi ancora oggi visibili nell’abside, tra i più antichi d’Abruzzo. Di notevole pregio il ciborio duecentesco.

Bominaco

Di un antico complesso monastico fondato nel X secolo dall’abbazia di Farfa restano le due chiese romaniche di Santa Maria Assunta e di San Pellegrino. Sulla sommità del monte si erge il castello, costituito da un recinto trapezoidale scandito da torri quadrate e da un’imponente torre cilindrica. Da vedere: chiesa di Santa Maria Assunta, risalente all’inizio del 1100, con lo splendido ambone e la cattedra abbaziale; oratorio di San Pellegrino, fondato al tempo di Carlo Magno, fu ricostruito nel 1263 dall’abate Teodino. L’intera superficie dell’aula rettangolare mostra splendidi affreschi duecenteschi.

Navelli

Borgo medievale dalla struttura compatta, tipica di molti paesi dell’Abruzzo. Le case, arroccate su uno sperone roccioso, sono sovrastate dal cinquecentesco palazzo fortificato.

Capestrano

Antico borgo fortificato, dominato dall’imponente Castello Piccolomini. Poco lontano dall’abitato sorge il convento di San Francesco e San Giovanni da Capestrano, costruito nella seconda metà del XV secolo per volere dello stesso San Giovanni. La ricca biblioteca conserva i codici appartenuti al Santo. Un museo in allestimento raccoglie le sue preziose reliquie.

ANDANDO VERSO IL GRAN SASSO

Paganica

Le sue origini risalgono all’età repubblicana; al periodo longobardo si fa risalire l’unione delle ville esistenti in una struttura urbana. Nel XII secolo Paganica era il maggiore centro della conca. Cosa vedere: chiesa di San Giustino. La chiesa, il cui impianto attuale risale al secolo XII, sorge sul sito di un edificio più antico databile al IX secolo. Chiesa della Madonna d’Appari. Il suo nucleo primitivo, risalente probabilmente al XV secolo, è scavato nella roccia, e decorato di affreschi databili al XV-XVI secolo.

Barisciano e il suo recinto fortificato

Alle porte del Gran Sasso, in posizione baricentrica tra la piana di Navelli e Campo Imperatore si erge Barisciano, piccolo centro la cui origine si fa risalire ai secolo V-VII dall’unione delle ville sparse nel territorio circostante. Alla sommità si erge l’antico recinto fortificato, strategicamente posto all’imbocco dell’altopiano di Navelli, a controllo di un’ampia porzione di territorio attraversato dal grande tratturo L’Aquila – Foggia e noto nella storia aquilana per l’assedio a cui fu sottoposto nel 1424 dal condottiero Braccio da Montone. E’ ancora oggi visibile la cinta muraria con i bastioni angolari e la torre pentagonale. Cosa vedere: Centro Ricerche Floristiche dell’Appennino, vero e proprio museo nel convento di San Colombo; ruderi dell’antico Castello recinto, risalente al XII-XIV secolo; Fonte Grande risalente al 1876.

Assergi

Borgo medievale fortificato; delle originarie dodici torri di fiancheggiamento alcune sono state inglobate negli edifici privati mentre ancora ben individuata è la torre accanto alla Porta Carbonera. Cosa vedere: chiesa di Santa Maria Assunta, fondata nel 1150, sorge sui resti di un monastero benedettino intitolato a Santa Maria ad Silicem. La chiesa primitiva è da identificare con la cripta, dove è custodita la cassettina in argento dorato contenente le reliquie di San Franco e una scultura lignea raffigurante la Madonna distesa; nella chiesa superiore una scultura lignea policroma raffigura San Franco e affreschi cinquecenteschi decorano le pareti.

San Pietro della Ienca

Piccolo borgo, si compone di pochissime abitazioni in pietra, un tempo antiche dimore di pastori che pascolavano il loro bestiame sui prati di alta quota. La chiesa di San Pietro, oggi intitolata a papa Woytila, in abbandono all’inizio del Quattrocento, fu parzialmente ricostruita nel 1574, per servire come luogo di culto e di ricovero per i pastori.

Santo Stefano di Sessanio

Antico borgo fortificato dalla forma di “fuso”, appartenuto alla famiglia Piccolomini e nel XV secolo ai Medici, il cui stemma è esibito nella porta denominata appunto “medicea”. Costituita da un agglomerato di casette rinascimentali dai bei portali e finestre in pietra e suggestivi loggiati. La torre circolare medicea è crollata con il terremoto del 2009. Cosa vedere: chiesa di San Rocco, dall’impianto medievale, fu ampliata nel secolo XVI e rinnovata con l’altare in pietra e le decorazioni in stucco nel 1695, successivamente all’epidemia di peste del 1656. La presenza di chiese intitolate a San Rocco, protettore contro la peste, alle porte di un centro abitato è molto frequente nel territorio aquilano.

Calascio e la sua rocca

Antico centro abitato che domina il tratturo L’Aquila - Foggia. La ricchezza del ceto armentario è testimoniata dai bei palazzi costruiti in varie epoche, tra il XIV e il XIX secolo. La chiesa parrocchiale e quella di Santa Maria delle Grazie, appartenente all’Osservanza francescana, mostrano preziosi altari barocchi e interessanti dipinti. La rocca, che domina la piana di Navelli e la Valle del Tirino, è costituita da una possente torre quadrata centrale, anticamente isolata, arricchita dalla cinta muraria e dalle torri angolari nella seconda metà del Quattrocento, quando la fortificazione passò sotto il dominio dei Piccolomini. E’ stata scelta come location di film famosi come la favola medievale del lupo e del falco Lady Hawke, con Michelle Pfeiffer, Il nome della rosa, con Sean Connery, Il viaggio della sposa, con Sergio Rubini. Cosa vedere: chiesa e convento di Santa Maria delle Grazie, sec. XVI, con altari barocchi e dipinti seicenteschi. Nei seguenti giorni la Rocca sarà raggiungibile esclusivamente per mezzo di una navetta: 28 luglio - 12 agosto: tutti i sabato e domenica 13 agosto - 26 agosto : tutti i giorni Sarà possibile visitare l’interno nella Rocca con visite guidate gratuite nei giorni: Luglio: tutte le domeniche dalle ore 11.00 alle ore 17.00 Agosto: tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 19.00; nei giorni 10 e 15 agosto apertura straordinaria fino alle 24.00.

Castel del Monte

Borgo fortificato di origine medievale, accessibile attraverso cinque porte. Dal nucleo originario (rione ricetto) si sviluppa in quattro vie principali intersecate dalle “rue”, ripide stradine a gradoni, collegate dagli “sporti”, gallerie e passaggi ad arco fra le abitazioni. Cosa vedere: le tipiche case-torri collegate tra loro dagli sporti; Chiesa della Madonna del Suffragio, risalente all’inizio del 1400, arricchita in età barocca di preziosi altari in legno dorato, dipinti e sculture; Musei di arte contadina, all’interno di case e fondaci in disuso (info 0862938404).

Castelvecchio Calvisio

Borgo medievale fortificato le cui case disegnano una cornice ellittica all’interno della quale le vie si intersecano perpendicolarmente, conservando intatto il disegno ortogonale di origine romana. Cosa vedere: chiesa di San Giovanni Battista, di origine medievale, dallo splendido altare maggiore maggiore barocco; chiesa di San Cipriano, risalente all’VIII secolo (per la visita contattare il comune 08629309217).

Carapelle Calvisio

Borgo fortificato, documentato già nel 779. Il circuito murario è ancora leggibile nel nucleo più antico: una antica bastionatura è inglobata nella chiesa parrocchiale e altre sono trasformate in abitazioni a più piani dall’aspetto di case torri. Cosa vedere: la chiesa di San Francesco d’Assisi, notevolmente danneggiata, è stata resa agibile nel 2009 grazie al progetto “una chiesa per natale” ma necessita di importanti lavori di restauro. Al suo interno sono visibili affreschi dei secoli XV-XVII.

GLI INSEDIAMENTI RURALI: GRANCE, MASSERIE, COSTRUZIONI E CHIESE RIFUGIO PER I PASTORI

Barisciano, chiesa di Santa Maria ai Carboni

Situata ai margini del vasto altopiano delle Locce in località denominata “le carvone” nel comune di Barisciano. Antica chiesa acquisita nel 1232 dal monastero cistercense di Santa Maria di Casanova. Dell’antico impianto e dell’antica funzione cultuale rimane una cappellina, il resto è divenuto rifugio per i pastori.

Le Condole

Nel Comune di Santo Stefano di Sessanio, nella località denominata “Le Condole”, si trovano cinque costruzioni parzialmente dirute. Sono edifici a due piani in pietra, coperti con volta a botte, incassati nel declivio della collina. Il piano inferiore era adibito a deposito per gli animali, mentre quello superiore, il cui pavimento era realizzato in legno, serviva da deposito per le derrate alimentari e da abitazione per gli addetti ai lavori agricoli e pastorali.

Ruderi della grancia di Santa Maria del Monte

La chiesa era una grancia appartenente all’abbazia cistercense di Santo Spirito d’Ocre dipendente da quella di Santa Maria di Casanova. Documentata nel 1303, la fondazione non deve risalire a prima del 1222, anno di fondazione di Santo Spirito d’Ocre. Situata ai margini degli ampi pascoli di Campo Imperatore, fa parte dei quelle dipendenze rurali che erano punti nevralgici dell’industria armentizia dei benedettini - cistercensi.

Masseria e Molino Cappelli

Lo sfruttamento agropastorale del Gran Sasso è testimoniato dalla presenza di antichi insediamenti situati a quote diverse: la masseria e il molino Cappelli, oggi ridotti a rudere insieme alla vicina chiesa di San Martino, la masseria della Vaccareccia, a 1500 metri, riservata all’allevamento di vacche e animali da soma e lo stazzo di Solagne, con i suoi muri a secco, dove erano radunati gli ovini della masseria.

Ruderi del romitorio di Sant’Egidio nella piana di Campo Imperatore

Luogo di culto con funzione di cura delle anime e di rifugio nelle intemperie per i pastori che d’estate conducevano le pecore al pascolo in alta quota. Fondato nel Mille con funzione di ricovero, fu poi dotato di un piccolo cenobio. Nel 1362 il vescovo aquilano Paolo lo unì alla chiesa di Santa Maria ad Silicem di Assergi. Oggi rimane un solo ambiente, con i resti di una volta a botte, che si addossa a una capanna in pietra a secco.

GLI EREMITI

San Franco

Di agiata famiglia armentizia, fu educato dal monaco Palmerio. Ebbe un’esperienza cenobitica presso il monastero benedettino di Santa Maria in Collimento, dove rifiutò la carica di abate. Durante la sofferta ricerca di solitudine e distacco dal mondo, la meditazione dell’essenza evangelica dell’Inno a San Giovanni l’avrebbe orientato verso la definitiva scelta del modello ascetico che si indentificava nella contemplazione di Christum nudum. Alla fine della sua ricerca si ritirò in eremitaggio in una impervia grotta sulla dorsale meridionale del Gran Sasso (denominata grotta di San Franco ai Peschioli). San Franco è autore di miracoli e guarigioni legati alla realtà del mondo pastorale e al contatto con gli animali che lo abitano: da un favo indicatogli da un orso mangiò il miele senza che le api lo infastissero, con un segno di croce fece scaturire acqua abbondante da una roccia, riuscì a spostare un macigno dall’ingresso di una grotta dove erano rimasti rinchiusi dei boscaioli, salvò da una bufera di neve dei viaggiatori che si erano avventurati nel passo della Portella, liberò un bimbo stretto nelle fauci di un lupo.

Il beato Placido di Roio

Nacque a Roio nella seconda metà del XIII secolo. Da giovane si recò in pellegrinaggio a San Giacomo di Compostela e al ritorno si ammalò restando disteso ed immobile per circa cinque anni. Guarito riprese il pellegrinaggio e si ritirò a vita eremitica sul Gran Sasso. In seguito visitò il monastero di San Niccolò e quello di San Salvatore a Fano ma, tornato nella zona nativa, si ritirò nell’impervia grotta del Monte Circolo, fuori del paese di Fossa, dove rimase per 12 anni. Secondo la tradizione fu il fondatore, in località Pretola, del monastero di Santo Spirito d’Ocre.

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TOURIST INFORMATION

Il sisma del 2009 ha reso inagibili molti palazzi e chiese dell’Aquila e dell’Aquilano, in minima parte restaurati negli anni successivi. Si suggeriscono pertanto dei percorsi di visita limitati alle emergenze effettivamente fruibili. Si precisa che le chiese sono visitabili in orario di messa o su richiesta al parroco o al comune di appartenenza. L’indicazione cronologica è relativa alla fondazione, che determina l’impianto dell’edificio e gli apparati decorativi più antichi; sono tuttavia leggibili fasi architettoniche e decorative successive dettate dalla necessità di ripristino a seguito di danni sismici e da velleità di aggiornamento.

Introduction

The Gran Sasso is a beautiful mountain: with pristine trails a quiet setting, and rock that turns pink in the light.
Thanks to the men and women who have lived here for centuries, and to the women and men who protect it now, you can still appreciate its beauty as much as ever, ensuring its environment remains pure and unspoiled.
The Festival of the Gran Sasso aims to share this wealth with the visitors who come here in July and August, conveying the human experience and history of the people who love this mountain like a parent, and the people whose lives are intimately intertwined with the mountain, and of those who want to share an insiders’ view of the mountain, its places, lights and colours.
As a result, over 50 tourist, cultural, sports and commercial service providers have joined a “shared network” to offer a broad range of exciting services and experiences to visitors.
All these activities have one more thing in common: they are low-impact, environmentally friendly local initiatives that aim to convey the true spirit of the mountain: respect for nature and for humanity.
We hope that all festival goers enjoy the festival to the fullest!

Tour routes

The 2009 earthquakes have rendered many palaces and churches in L’Aquila and the surrounding areas uninhabitable. Restoration of these buildings over the last few years has been minimal. Please note that churches can be visited during Mass or upon request to the pastor or to the municipality. The following chronological indications are based on the buildings’ foundations and on their oldest decorations, and in many cases, additional restoration has been carried out over the centuries.

L’Aquila

Founded in the first half of the thirteenth century by the inhabitants of the castles in the surrounding area, the origins of the city are reflected in its layout, which encompasses the original castles, each having a square, a church and a fountain. Consequently, the city is still surrounded by numerous churches with typical medieval façades, most of which have been updated following the earthquakes that periodically affect the region. The present appearance of the interior of the churches reflects restoration carried out after the earthquake of 1703.
What to see:
Chiesa del Crocifisso, built in 1607 by Baltasar de Zuniga, the Spanish chaplain, and ornamented with seventeenth-century frescoes. Leaning against a tower of the ancient city wall, in the seventeenth century it became a place of executions.
Basilica di San Bernardino, dedicated to the saint, who died in L’Aquila in 1444. Construction began in 1454, four years after his canonization; in 1472 the body was moved there - until then it had been kept in the church of San Francesco. The recent restoration has brought to light the original blue colour of the ceiling, made by Ferdinando Mosca and painted by Girolamo Cenatiempo after the earthquake of 1703.
Chiesa di San Giuseppe Artigiano. The church, originally dedicated to San Biagio di Amiterno, was founded in the thirteenth century by the inhabitants of San Vittorino castle. Its current appearance is the result of restoration after the earthquake of 1703. The funerary monument of Ludovico Camponeschi, sculpted in 1432 by Gualtiero d’Alemagna, a stone relief depicting the Pietà dating from the second half of the fifteenth century and a chapel decorated in stucco dating back to the seventeenth century reflect the past appearance of this sacred building. The recent restoration work has uncovered frescoes from the fourteenth century.
Adjacent to the church is the elliptical, Baroque-style Oratory of the Minimums, with golden stucco decorations. The Oratory served as the headquarters of the Confraternita del Suffragio from 1646 to 1703, and in 1770 it was handed over to the Confraternity of San Giuseppe dei Minimi.
Fontana delle 99 Cannelle. Built in 1272 and designed by Tancredi of Pentima, it originally consisted of its eastern façade only, with fifteen spouts decorated with white stone masks depicting animals and human faces and alternating panels carved in red stone with central rosettes. The other two blocks were added during the sixteenth century. In 1871, six spouts were added, taking the total to the legendary number of 99, a reference to the number of the founding castles.
Santa Maria di Collemaggio is a large medieval church in L’Aquila, central Italy. It was the site of the original Papal Jubilee, a penitential observation devised by Pope Celestine V, who is buried there. The church, which therefore ranks as a basilica because of its importance in religious history, sits in isolation at the end of a long rectangular sward of grass at the southwest edge of the town.
The church is a masterpiece of Abruzzese Romanesque and Gothic architecture and one of the chief sights of L’Aquila. The striking jewel-box effect of the exterior is due to a pattern of blocks of alternating pink and white stone; the interior, on the other hand, is massive and austere. Outbuildings include a colonnaded cloister, with the central fountain typical of many other similar Italian cloisters, and the former monastic refectory.
Parts of the structure were significantly damaged in the 2009 earthquake in L’Aquila. While the church’s front is intact, its cupola, transept vaults and the triumphal arches have collapsed
MUNDA - Museo nazionale d’Abruzzo
The museum that lived twice.
The catastrophic earthquake of 6th April, 2009 caused the closing of the National Museum of Abruzzo which had been the main museum of the region due to the historical relevance of its location dating back to the 16th century, the imposing “Castello Spagnolo”, a wonderful example of military architecture of that age. Thanks to its wide expositive surface and to the high quality of the collections, which testify to the history of the region from the early Quaternary Era until the 20th century , it was visited every year by a great number of tourists, pupils and art lovers. The historic location, seriously damaged by the earthquake is still under complex restoration works.The new life of the museum started on 19th December 2015 when it reopened in a new location that is the former municipal slaughter house of L’Aquila in Borgo Rivera, in front of the famous “Fountain of the 99 spouts”.
The treasures of MuNDA
Room A: dedicated to archeology with the remains from Amiternum, Aveia and Peltuinum important Italic and Roman cities of L’Aquila area;
Room B: Abruzzo Medieval art is characterized first of all by a very precious collection of Madonne whose richness and artistic quality has few comparisons in the national and international field;
Room C: The 15th century begins with dazzling paintings on pure gold background: among them the Trittico di Beffi (1410 - 1415), by the painter Leonardo di Sabino from Teramo.
Room E: in the 16th century the original personality of Saturnino Gatti stands out: he has been recently recognized as a leading artist of the Italian Renaissance.
(Read the text complete on the website)
Church and convent of San Giuliano. The monastery, which was founded in 1415, was the first of the Osservanza in Abruzzo and accommodated many saints, such as San Bernardino, San Giacomo della Marca, and San Giovanni da Capestrano. The first cluster of buildings, known as the “little convent,” has been incorporated in the current construction. The cloister in the lunettes shows the history of San Giovanni da Capestrano. Highlights of the church include the main altar and the century-old reliquary with the ossuary of Beato Vincenzo, depicted in a painting on wood by Saturnino Gatti.
Santuario della Madonna Fore, located in the woods of San Giuliano, is a single hall of medieval origin. It was transformed over the centuries to become the eighteenth-century version that still stands today.

The Navelli plateau and the Valle del Tirino

Caporciano

Caporciano is an ancient fortified town, whose walls and towers are incorporated in the portion of the apse and bell tower of the holy church of San Benedetto Abate as well as residential buildings. What to see: you will find the sixteenth century church of Santa Maria di Centurelle far from the village, on the ancient Via Tratturale (now the S.S. 17 road). Its purpose, as a place of rest and prayer for the pastors is highlighted by the presence of the “quadrotte” (windows that made it possible to attend church services from outside) and the angled porch that offered shelter to flocks and shepherds. San Pietro ad Oratorium. The church, which was founded in the eighth century by the Lombard king Desiderius, became a possession of the Benedictine monks of San Vincenzo al Volturno; it was rebuilt in the twelfth century and embellished with the frescoes that are still visible in the apse, the oldest in Abruzzo. The thirteenth-century ciborium is of particular historical value.

Bominaco

Only the two Romanesque churches of Santa Maria Assunta and San Pellegrino have survived from the ancient monastery, which was founded in the tenth century by the abbey of Farfa. The castle, which consists of a trapezoidal enclosure punctuated by square towers and an imposing cylindrical tower, stands on top of the mountain. Not to be missed: the church of Santa Maria Assunta, dating back to the beginning of the twelfth century, with the splendid ambo and abbey chair; the Oratory of San Pellegrino, which was founded in the epoch of Charlemagne was rebuilt in 1263 by Abbot Teodino. The entire surface of the rectangular room is covered with beautiful thirteenth-century frescoes.

Navelli

A typical, compact medieval Abruzzo village. The houses, perched on a rocky outcrop, are overlooked by the sixteenth-century fortified palace.

Capestrano

An ancient fortified village in the shadows of Castello Piccolomini. The convent of San Francesco e San Giovanni da Capestrano, built in the second half of the fifteenth century by San Giovanni himself, is located nearby. The rich library preserves the codices that belonged to the Saint, while a museum is being built to house his precious relics. Its collection is still in the process of acquisition.

Getting to the Gran Sasso

Paganica’s origins date back to the era of the Roman Republic; during the Lombard period, the villas were consolidated to form a single urban structure. In the twelfth century Paganica was the major urban centre of the basin. What to see: the church of San Giustino. The church, whose current edifice dates back to the twelfth century, stands on the site of an older building that dates from the ninth century. Chiesa della Madonna d’Appari. Its original, fifteenth-century nave is carved into the rock and decorated with frescoes dating from the fifteenth and sixteenth centuries.

Barisciano and its fortified enclosure

Barisciano, a small town which was built in the fifth to seventh centuries AD, when the villas scattered over the surrounding area combined, lies at the foot of the Gran Sasso, positioned midway between the Navelli Plateau and Campo Imperatore. The old fortified area still stands at the top, strategically located at the entrance to the Navelli Plateau, with a commanding position over of a large portion of the territory crossed by the great “tratturo” between L’Aquila and Foggia. This stretch of road is infamous in the history of L’Aquila because of the 1424 siege by the knights of Braccio da Montone. The walls, with their corner bastions and pentagonal tower are still visible. What to see: the Apennines Botanical Research Centre, a museum in the convent of San Colombo; ruins of the castle, which date from the twelfth to fourteenth centuries; Fonte Grande from 1876.

Assergi

A fortified medieval town. Some of the original twelve towers have been incorporated in private buildings, while the tower next to Porta Carbonera is still clearly identifiable. What to see: the church of Santa Maria Assunta, founded in 1150, is built on the ruins of a Benedictine monastery dedicated to Santa Maria ad Silicem. The early church can be identified from its crypt, where the gilded silver casket containing the relics of St. Franco is kept, together with a wooden sculpture depicting the Madonna Distesa; the upper church features a colourful, wooden sculpture of San Franco while frescoes decorate the walls.

San Pietro della Ienca

This small village consists of a very few stone houses, ancient former dwellings of herders who grazed their cattle on the meadows at high altitudes. The church of San Pietro, now dedicated to Pope John Paul II, was abandoned at the beginning of the fifteenth century, before being partially rebuilt in 1574 to serve as a place of worship and shelter for the animal herders.

Santo Stefano di Sessanio

An ancient fortified town in a “melting” shape, it belonged to the Piccolomini family and, in the fifteenth century, to the Medicis, whose coat of arms is shown on the gateway to the town, which is therefore referred to as “Medicea”. It consists of a cluster of houses with beautiful Renaissance portals, stone windows and charming arcades. The circular tower of Medici collapsed in the 2009 earthquake. What to see: the medieval church of San Rocco was enlarged and renovated in the sixteenth century after the outbreak of the plague in 1656, while the altar stone and stucco are from 1695. The presence of churches dedicated to St. Rocco, who offered protection from the plague is a very common phenomenon om the outskirts of towns in L’Aquila.

Calascio and its fortress

The old town overlooks the Tratturo L’Aquila-Foggia. The richness of the armentario is reflected in the beautiful buildings, dating from a variety of eras spanning the fourteenth and nineteenth centuries. The parish church and Santa Maria delle Grazie, belonging to Osservanza Francescana, feature valuable Baroque altars and interesting paintings. The fortress, overlooking the Navelli Plateau and Tirino Valley, consists of a powerful central square tower, which was once isolated, complemented by the addition of walls and corner towers in the second half of the fifteenth century, when the fort fell under the rule of the Piccolomini. It was chosen as a location for famous movies such as Ladyhawke (with Michelle Pfeiffer), The Name of the Rose (starring Sean Connery), and The Journey of the Bride (with Sergio Rubini). What to see: the sixteenth-century church and convent of Santa Maria delle Grazie, with its baroque altars and seventeenth-century paintings.

Castel del Monte

A fortified village of medieval origin that can be entered through five gates. The original centre of the village (“rione ricetto”) has four main streets intersected by some “rue” (steep streets with steps) and linked by “sporti” (galleries and arched passageways between houses). What to see: the typical tower houses linked by “sporti”; Church of Madonna del Suffragio, dating back to the early fifteenth century, with baroque decorations in the form of precious gilded wooden altars, paintings and sculptures; museums of rural art, inside homes and abandoned warehouses (info tel. +39 0862938404).

Castelvecchio Calvisio

A fortified medieval village with houses that create an elliptical outline, in which the streets intersect at right angles, retaining the orthogonal Roman-inspired design. What to see: the medieval church of San Giovanni Battista, the beautiful Baroque main altar; Church of San Cipriano, dating back to the eighth century (for visits, contact the municipality on +39 08629309217).

Carapelle Calvisio

A fortified village, first recorded in history as early as 779. The outer walls are still visible in the oldest part of the town: an ancient bastion is incorporated in the parish church, while others have been transformed into multi-storey houses that look like tower houses. What to see: the severely-damaged Church of St. Francesco di Assisi was made accessible in 2009 by the “Church for Christmas” project but still needs major renovation work. Frescoes from the fifteenth to seventeenth centuries are on display inside.

RURAL SETTLEMENTS: GRANGES, FARMS, BUILDINGS AND CHURCH-SHELTERS FOR SHEPHERDS

Barisciano, the church of Santa Maria ai Carboni

Located on the edge of the vast Locce Plateau in a place called “the carvone” in the municipality of Barisciano. The ancient church was acquired by the Cistercian monastery of Santa Maria di Casanova in 1232. Only a chapel remains of the old facilities, with the rest having become a refuge for priests.

Le Condole

In the Le Condole district of the town of Santo Stefano di Sessanio, there are five partially-ruined, two-storey stone buildings, covered with a barrel vault and built on the slope of the hill. The lower floor was used for the animals, while the upper floor (with wooden floorboards), was used as a storage area for food, and as housing for those who worked in the fields.

Ruins of the granary of Santa Maria del Monte

The church was part of the lands belonging to the Cistercian Abbey of Santo Spirito d’Ocre, which was subject to the Abbey of Santa Maria di Casanova. First documented in 1303, the granary could not have been established before 1222, which is the year when Santo Spirito d’Ocre was first formed. Located on the edge of the vast pastures of Campo Imperatore, it was a highly significant herding site for the Benedictines and Cistercians.

Masseria Cappelli and Molino

Evidence of agriculture and cultivation on Gran Sasso is provided by the presence of ancient settlements located at different levels: the Cappelli farm and the mill, which are now reduced to ruins, and the nearby church of San Martino, as well as Vaccareccia farm, at an altitude of 1500 meters, which was used to breed cows and pack animals, and Stazzo Solagne, with its stone walls, home to the sheep farms.

Ruins of the hermitage of Sant’Egidio in the plain of Campo Imperatore

A place of worship, providing pastoral care and shelter in bad weather for the shepherds who led the sheep to pasture at high altitudes during the summer. Originally founded as a shelter, a small monastery was added later. In 1362 the bishop of L’Aquila Paul joined the church of Santa Maria a d Silicem Assergi. Today, there is only one ruin, with the remains of a barrel vault propped up against a dry stone hut.

HERMITS

San Franco

From a wealthy herding family, he was given a monastic education by the Palmerio. After experiencing coenobitic (communal) life at the Benedictine monastery of Santa Maria in Collimento, he refused the post of abbot. During the painful search for solitude and detachment from the world, his meditation on the essence of the Gospel and the Hymn to San Giovanni eventually turned him towards the ascetic contemplation of “Christum nudum”. At the end of his research, he retired to a hermitic life in a cave on the rugged south side of the Gran Sasso (known as the Cave of San Franco a Peschioli). San Franco is traditionally responsible for miracles and healing linked to the reality of the pastoral world and the contact with those animals that inhabit it: for example, legend says that he managed to eat honey directly from a honeycomb without being stung by bees upon the instructions of a bear, that he extracted spring water from the rocks merely by making the sign of the cross, that he moved a boulder from the entrance to a cave where lumberjacks were trapped, that he rescued some travelers caught in a blizzard in Portella, and that he freed a new-born from the jaws of a menacing wolf, just to name a few.

Blessed Placido of Roio

Born in Roio in the second half of the thirteenth century, as a young man Placido went on a pilgrimage to Santiago de Compostela. On his return he became ill, remaining motionless for about five years. Once healed, he resumed his pilgrimages and retired to the life of a hermit on the Gran Sasso. Later, he visited the monastery of San Nicholas and San Salvatore in Fano and, following his return to his homeland, withdrew to the dangerous cave of Monte Circolo, outside the village of Fossa, where he remained for twelve years. According to tradition, he founded the Monastery of Santo Spirito d’Ocre.